L'Islam in Cina
Il kit formativo L'Islam in Cina è stato realizzato grazie al contributo di Amina El Ganadi, student fellow presso Fscire, membro dell’équipe impegnato a sviluppare il cantiere di ricerca Plorabunt – Martirologio degli oranti.
Il kit formativo L'Islam in Cina è stato realizzato grazie al contributo di Amina El Ganadi, student fellow presso Fscire, membro dell’équipe impegnato a sviluppare il cantiere di ricerca Plorabunt – Martirologio degli oranti.
Testi e immagini di Amina El Ganadi, 2022.©
Il saggio fa parte del kit formativo di Amina El Ganadi L'Islam in Cina. Vai al kit...
Per approfondire puoi leggere il contributo sull''architettura delle moschee realizzato da Flavia Malusardi per Pars. Vai a La Moschea...
A Colonia il muezzin potrà chiamare alla preghiera una volta alla settimana
Per la prima volta, dopo una lunga attesa, nella moschea centrale di Colonia, in Germania, ha suonato il richiamo alla preghiera attraverso gli altoparlanti venerdì 14 ottobre 2022.
Il richiamo alla preghiera, noto in arabo come Azan o Adhan, sarà effettuato nell'ambito di un progetto pilota della durata di due anni. In base all'accordo, circa 35 moschee di Colonia saranno autorizzate a chiamare alla preghiera per un massimo di cinque minuti il venerdì tra mezzogiorno e le 15.00.
Il progetto è stato avviato da Henriette Reeker, sindaca di Colonia, che in precedenza aveva dichiarato che «Colonia è la città della libertà (religiosa) e della diversità. Chi arriva alla stazione centrale viene accolto dalla cattedrale e accompagnato dalle campane della chiesa. Molti residenti di Colonia sono musulmani. Permettere la chiamata del muezzin per me è un segno di rispetto».
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Regno Unito, Leicester brucia (e con lei il multiculturalismo)
Violenti scontri nel centro della città inglese tra indù e musulmani. Le rivolte si allargano in altre città, e la gente ha paura di uscire di casa. Così l'Inghilterra ha "importato" le divisioni religiose da India e PakistanUn tranquillo weekend di paura. Sotto i colpi delle violenze tra la comunità indù e quella musulmana la città di Leicester – cuore dell’Inghilterra centrale e celebre per l’incredibile titolo di Premier League vinto nel 2016 con Claudio Ranieri – è stata data alle fiamme. A surriscaldare l’atmosfera è stato un match di cricket tra India e Pakistan, anche se in molti vedono dietro lo scoppio delle ostilità profonde divisione maturate nel corso degli anni.
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Masha Amini infiamma l’Iran
La morte di Masha Amini, uccisa in un posto di polizia iraniano e rea di aver portato male il velo scoprendo i capelli, continua a infiammare la Repubblica islamica con manifestazioni in tutto il Paese. Le forze di sicurezza hanno risposto con violenza e c’è ora notizia delle prime vittime. Esmail Zarei Kousha, Governatore della provincia del Kurdistan nord-occidentale, ha detto ai giornalisti ieri – racconta l’emittente del Qatar Al Jazeera – che tre persone sono morte “in modo sospetto” durante “proteste illegali” negli ultimi giorni, come vengono definite dai media statali le proteste. Il Governatore ha affermato che le tre persone sono state uccise da elementi anti-establishment. Sempre secondo il Governatore, una persona è morta a Divandareh, un’altra è stata lasciata in un’auto vicino a un ospedale di Saqqez e si indaga su una terza morte “sospetta”.
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Leggi anche Breve storia del velo islamico in Iran su ilpost.it...
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Nel corso di un’intervista, lo studioso Ahmed al-Raissouni ha insistito sulla marocchinità del Sahara occidentale e della Mauritania. La polemica che ne è scaturita lo ha spinto ad abbandonare l’Unione mondiale degli ulemaIl 20 agosto scorso, in occasione del 69° anniversario della Rivoluzione del re e del popolo, data commemorativa del sollevamento dei marocchini contro la destituzione del re Muhammad V da parte dei francesi, l’attuale sovrano Muhammad VI ha affermato che «il dossier del Sahara è il prisma attraverso il quale il Marocco considera il suo ambiente internazionale». Commentando il discorso, il settimanale marocchino TelQuel ha scritto che la politica estera della monarchia alawita è ormai fondata su un aut aut: «o con noi o contro di noi». Per Rabat non c’è in effetti questione più strategica del Sahara occidentale, territorio sul quale il Marocco rivendica una piena sovranità e che il Fronte noto come Polisario ha invece dichiarato “Repubblica araba democratica dei saharawi”.
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Conferenza annuale International Qur’anic Studies Association
5-7 settembre 2022, Palermo
Dal 5 al 7 settembre 2022 a Palermo ci sarà l'incontro annuale dell'International Qur’anic Studies Association (IQSA), che sarà ospitato dalla Biblioteca La Pira.

L’Afghanistan a un anno dal ritiro
A un anno dal ritiro delle forze occidentali da Kabul e dal ritorno al potere dei Talebani è possibile tracciare un bilancio delle conseguenze di quegli avvenimenti. Appare evidente che in Afghanistan non sono state rispettate le promesse inclusive dei Talebani che stanno invece imponendo nel Paese in modo sistematico un’interpretazione estremamente rigida della sharia; sembra assente ogni forma di dialettica democratica e soprattutto i diritti delle donne vengono regolarmente calpestati. Molto difficile per le afghane essere autorizzate a lavorare fuori casa, in pubblico è obbligatorio coprire il volto e per i viaggi più lunghi anche all’interno del Paese è necessario un accompagnatore maschio.
Escluse dalla politica e dall’istruzione superiore, le donne si trovano davanti ostacoli enormi nel far sentire la loro voce e rivendicare diritti. Con il trascorrere dei mesi, la pressione fondamentalista è sembrata accentuarsi
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Leggi anche Le donne a scuola in un soggiorno nell'Afghanistan sospeso nel tempo su avvenire.it...

Lo Stato tunisino divorzia dall’Islam, la Tunisia no
Per volontà del presidente Kais Saied, la nuova Costituzione non conterrà riferimenti all’Islam come religione di Stato. Non si tratta tuttavia di una svolta laicaIl 20 giugno, Sadek Beleid, presidente della Commissione consultiva incaricata di porre le fondamenta delle “nuova Repubblica tunisina”, ha consegnato al presidente della Repubblica la bozza della Costituzione che dovrà sostituire quella del 2014. Secondo il calendario fissato dal capo dello Stato, il testo definitivo sarà presentato entro il 30 giugno e verrà sottoposto a referendum il 25 luglio, data dell’anniversario del colpo di mano con cui Kais Saied ha destituito il governo, congelato le attività del Parlamento (poi dissolto il 30 marzo scorso) e assunto i pieni poteri.
