Tolleranza religiosa

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A Colonia canta il muezzin

A Colonia canta il muezzin. Il richiamo alla preghiera dalle 35 moschee della città
 

Nei paesi a maggioranza musulmana, un muezzin chiama i fedeli alla preghiera cinque volte al giorno. Il giornalista della Bild Daniel Kremer ha ricordato che molte delle moschee di Colonia sono state finanziate e sono dirette dal presidente turco Erdogan, “un uomo che si oppone ai valori liberali della nostra democrazia”. Kremer ha aggiunto che “è sbagliato equiparare le campane delle chiese con la chiamata alla preghiera islamica”, come ha fatto il sindaco di Colonia. “Le secondo urlano ‘Allah è grande’”.
Anche l'esperto di integrazione Ahmad Mansour ha contestato la posizione del sindaco secondo cui trasmettere gli appelli alla preghiera riguarda la “diversità”, affermando invece che riguarda il “potere”. "Non si tratta di 'libertà religiosa' o 'diversità', come sostiene il sindaco Reker", ha detto Mansour. “La moschea vuole visibilità. Il muezzin è una dimostrazione di potere”.

 

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Data: 20 Ottobre 2021

Draghi: “Religioni messaggio d'amore” 

Draghi: “Religioni messaggio d'amore” 

 

Il G20 delle religioni concluso a Bologna dal Presidente del Consiglio
“Il fatto che il premier Mario Draghi sia intervenuto di persona ad un evento dedicato al dialogo interreligioso mi sembra un segno rilevante di una sensibilità istituzionale per nulla scontata del nostro Governo verso il dialogo e la conoscenza tra religioni” ha affermato il presidente della COREIS, imam Yahya Pallavicini, a margine di un incontro con Draghi a cui ha preso parte anche il patriarca ortodosso ecumenico Bartolomeo.

 

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Data: 25 Settembre 2021

La storia di Uri Yirmias

La storia di Uri Yirmias

 

Uri Buri non è solo un ristorante tipico di Akko. Il suo titolare Uri Yirmias, infatti, oltre ad aver realizzato un locale caratteristico nel nord d’Israele, è riuscito anche nel felice esperimento di far coesistere in grande armonia ebrei, cristiani e musulmani.

 

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Data: 01 Settembre 2021

L'ultimo ebreo dell'Afghanistan

L'ultimo ebreo dell'Afghanistan è vivo e non intende fuggire 

 

Dalla tragica scena della precipitosa ritirata occidentale da Kabul arriva una buona notizia, piccola ma capace di riaccendere una scintilla di speranza. Zebulov Simantov, l’ultimo ebreo dell’Afghanistan, è vivo ed è apparso in un reportage della televisione indiana WION ( che si può vedere qui: https://www.youtube.com/watch?v=g6c-xAxQ_yY, dichiarando che, contrariamente a quanto aveva deciso in precedenza, non lascerà il suo paese, almeno non di sua volontà: “I talebani di oggi sono come quelli di vent’anni fa, quelli che mi hanno frustato coi cavi elettrici. Mi hanno messo in prigione quattro volte per cercare di convertirmi, ma io non ho ceduto e non intendo cedere. E non voglio lasciare che nessuno mi cacci via da casa mia.”
 

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Data: 25 Agosto 2021

Sud Sudan: religioni unite per la pace

Sud Sudan, Kussala: religioni unite per la pace, ma servono aiuti
 

Conclusa la missione in villaggi e città dei leader religiosi del Consiglio interconfessionale e del Consiglio interreligioso. Monsignor Edward Hiiboro Kussala, vescovo di Tombura-Yambio e membro cattolico della delegazione: “Abbiamo portato un messaggio d’amore e riconciliazione che ha toccato i cuori” nonostante le tante difficoltà della Chiesa che manca di risorse in un Paese "affamato e in preda alla violenza”

 

Data: 19 Agosto 2021

Musulmani attaccano un tempio indù

Multan: musulmani attaccano un tempio indù
 

Il tempio indù di Siddhi Vinayak a Bong Sharif, nel Punjab, è stato preso d’assalto da un gruppo di musulmani. I video che riprendono l’accaduto sono presto diventati virali: si vedono decine di persone distruggere le porte, le finestre e i lampadari del tempio con mazze, bastoni e pietre. 

 

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Data: 10 Agosto 2021

La Chiesa di Svezia chiede scusa ai Sàmi

La Chiesa di Svezia chiede scusa ai Sàmi

 

Entro la fine dell’anno, la Chiesa di Svezia (CoS) si scuserà pubblicamente per il ruolo che nella storia la stessa chiesa ha avuto nella repressione degli indigeni Sámi svedesi.
La chiesa ha inoltre dichiarato di voler assumere otto impegni concreti per mettere in essere una riconciliazione perpetua con il popolo Sámi.

 

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Data: 30 Giugno 2021

Gli aleviti in Turchia

Gli aleviti in Turchia o la tolleranza non ricambiata

 

Rappresentano circa il 20% della popolazione turca, ma sono sottoposti a gravi discriminazioni e lottano per essere riconosciuti ufficialmente come religione. La loro situazione, da sempre complicata, è peggiorata dopo il tentativo di golpe del 2016

 

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Data: 16 Giugno 2021

«Xinjiang, la guerra invisibile della Cina»

«Xinjiang, la guerra invisibile della Cina»

 

Una «guerra» non dichiarata, invisibile. Una «guerra» massiccia, tentacolare. Una «guerra» fatta di detenzioni di massa, torture, sorveglianza che ha finito per creare «un paesaggio distopico infernale di proporzioni spaventose» nella regione dello Xinjiang. Una «guerra» che la Cina sta combattendo non contro un altro Stato, non contro un nemico dichiarato ma contro le minoranze – uighuri, kazachi, uzbechi – della regione che scheggiano la pretesa compattezza con cui il regime vuole presentarsi al mondo. L’accusa, durissima, arriva da Amnesty International. 

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Leggi anche Un nuovo studo mostra l'impatto a lungo termine delle politiche cinesi sul controllo delle nascite nello Xinjiang su gariwo.net...
 

Data: 16 Giugno 2021

Il genocidio armeno

3h

Il kit formativo sul genocidio degli armeni è stato realizzato grazie al contributo di Federico Alpi, assegnista di ricerca presso l’Università di Modena e Reggio, impegnato anche presso la Fondazione per le scienze religiose dove collabora alla parte armena del Corpus Christianorum – Conciliorum Oecumenicorum Generaliumque Decreta.

Data: 15 Aprile 2021