Risale all'antichità l'uso di ricorrere a segni o a suoni particolari per convocare il popolo cristiano alla celebrazione liturgica comunitaria, per informarlo sugli avvenimenti più importanti della comunità locale, per richiamare nel corso della giornata a momenti di preghiera. La voce delle campane esprime in certo qual modo i sentimenti delle comunità ed esprime la loro fede.
I campanili sono divenuti strutture tipiche del paesaggio italiano ed europeo, lo rendono riconoscibile e ne costituiscono un elemento di caratterizzazione simbolica, artistica e sonora.
Mutando da diocesi a diocesi, da vallata a vallata, campanili e campane si collocano all'intersezione tra patrimonio materiale e immateriale. Viaggiando tra le province d'Italia cambiano i ritmi, i rintocchi e le tecniche di sonata, con ovvie ripercussioni sulle modalità di costruzione dei campanili, i quali nella loro forma, nel loro ornato e con le loro cuspidi sono stati nel tempo dichiarazioni di appartenenza culturale ed ecclesiale, segno di identità delle popolazioni e, talvolta, luoghi di esibizione del potere.