Montagne sacre e pellegrinaggi


Statue di Buddha nel tempio di Jeju-do, Sud Korea
Fonte dell'immagine: Wikimedia Commons

Il portale dell'Università Orientale di Napoli, OPAR, mette a disposizione un estratto del contributo di Giacomella Orofino al volume Le passioni in India e Tibet, curato da Giuliano Boccali e Raffaele Torella ed edito da Einaudi nel 2007. L'autrice affronta i metodi per raggiungere la liberazione secondo il buddhismo tibetano:

Tra gli articoli inclusi negli Atti del convegno Religioni e Sacri Monti, organizzato nel 2004 tra Torino, Moncalvo e Casale Monferrato, compare un contributo di Erberto Lo Bue, corredato di immagini, che ha lo scopo di illustrare il ruolo religioso e politico dei monti sacri in Tibet, esemplificandone la rappresentazione nell’architettura e pittura tibetane, come chiarito dallo stesso autore nelle prime righe del suo intervento.

Il governo di Colombo starebbe trattando in segreto degli accordi militari con vari Paesi stranieri. L’obiettivo sarebbe proteggere il Paese dalla minaccia del terrorismo internazionale dopo le stragi di Pasqua.
Il card. Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, e alcuni monaci buddisti di alto livello hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui si oppongono con forza a “qualsiasi accordo con Paesi stranieri che comporti l’invio di truppe in Sri Lanka”. Sotto accusa vi è un accordo che le autorità di Colombo starebbero per concludere in segreto con gli Stati Uniti per la cessione di una base militare ai soldati americani.

Tra gli articoli inclusi negli atti del Convegno La bisaccia del pellegrino, organizzato nel 2007 tra Torino, Moncalvo e Casale Monferrato, compare un contributo di Massimiliano Polichetti, corredato di immagini, che presenta aspetti del culto buddhista tibetano e illustra il ruolo del maṇḍala in questo contesto, dove è intuito come la rappresentazione ideale dei rapporti esistenti tra macrocosmo universo e microcosmo
individuo.

Il ciclo di lezioni del Centro Studi Religiosi "Città sante. Dimensione urbana e questioni teologiche nella storia delle religioni (II)" (febbraio-aprile 2017) propone, in cinque appuntamenti, una riflessione sulle concezioni della città santa all’interno delle diverse tradizioni religiose. La quinta conferenza, dal titolo "Lhasa.

I musulmani di South Dagon avevano il permesso di utilizzare tre edifici per tutto il Ramadan. Circa 200 estremisti hanno circondato le sale di preghiera. Leader islamici costretti a promettere di non pregarvi più. Attivista: “Non esistono protezioni legali per le minoranze”.
Le minacce mosse da un gruppo di nazionalisti buddisti causano la chiusura forzata di tre luoghi di preghiera islamici temporanei, allestiti per il Ramadan nella municipalità di South Dagon – città satellite a sud-est di Yangon. I funzionari del governo regionale avevano concesso alla comunità islamica il permesso di utilizzare a scopo religioso tre edifici residenziali, per tutta la durata del mese sacro (dal 6 maggio al 7 giugno).

Processione in solidarietà della comunità singalese e delle famiglie delle vittime degli attentati in Sri Lanka
Sabato 25 maggio, alle ore 16, l’Unione Buddhista italiana ed i Centri ad essa associati parteciperanno alla processione organizzata a Milano dal Tempio Lankaramaya per esprimere la vicinanza e la solidarietà dei buddhisti italiani alla comunità singalese e alle famiglie delle vittime dei recenti attentati nello Sri Lanka. La processione cadrà in occasione della celebrazione del Vesak, la più importante festività buddhista, che ricorda la nascita e il parinirvāṇa del Buddha. Quella dello Sri Lanka è una delle più popolose comunità di origine straniera presenti in Italia e rappresenta la tradizione Theravada, una delle scuole fondanti il Buddhismo italiano e mondiale.
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«I principi fondanti del buddhismo costituiscono una visione ed un’interpretazione della sofferenza umana, dukka, di cui l’intera umanità è permeata. La metafora della malattia e del medico curante esprime bene l’impostazione del buddhismo nei confronti della sofferenza: «Considera te stesso come malato, il Buddha come tuo medico e il dharma la medicina per guarire». In tal senso, è possibile individuare le “malattie” basilari di cui la mente è afflitta (desiderio, rabbia, ignoranza) e le loro derivazioni sociali, quali l’ingiustizia politica ed economica, la guerra, la violenza, il degrado ambientale.»
di Maria Grazia Sacchi (Liberation prison project Italia) per Confronti
13 settembre 2018
Visita il sito Liberation prison project Italia
