Il pontificato di papa Gelasio I
Durante il V secolo, in particolare sotto il pontificato di papa Gelasio I (492-496) le fonti delle norme canoniche in Occidente si diffusero in diverse lingue e codici. Fu compiuto un primo tentativo di compilare una raccolta di testi canonici. L’autore era Dionigi il Piccolo, il quale compilò tre raccolte di canoni conciliari che includevano 165 canoni di concili risalenti a Nicea e Costantinopoli I (381 d.C.) e organizzò i testi cronologicamente. Nell'ultima raccolta, commissionata da papa Ormisda (514-523), Dionigi collocò le versioni greca e latina dei testi nel libro in modo che i lettori potessero confrontarli. Compilò anche una raccolta di decretali papali che iniziò con la lettera decretale di papa Siricio e terminò con papa Anastasio II (496-498) in ordine cronologico. Infine combinò queste due opere in un Corpus canonum che gli studiosi hanno chiamato Collectio Dionysiana. Non era una raccolta ufficiale di norme canoniche (le collezioni private sarebbero rimaste gli unici veicoli per preservare e diffondere testi canonici fino al XIII secolo), ma circolò ampiamente. Altre raccolte canoniche furono poi realizzate in varie parti della cristianità occidentale, in particolare in Gallia e nella penisola iberica, dove fra VI e VII secolo si tennero numerosi concili, i cui canoni confluirono in tali raccolte. Fra queste, quella più importante fu la Collectio Hispana, compilata da un canonista anonimo (forse Isidoro di Siviglia). Circolò quasi esclusivamente all'interno della chiesa iberica e rimase importante fino al XII secolo, sopravvivendo in molte copie manoscritte. La Collectio Hispana influenzò le successive raccolte del periodo carolingio.
Per conoscere il contesto in cui operò papa Gelasio I si invita alla lettura del suo profilo biografico sul portale dell'Enciclopedia Treccani:
Figlio di un Valerio, stando a una non del tutto affidabile nota del Liber pontificalis della Chiesa romana, sarebbe stato "natione Afer". Egualmente equivoca è, d'altra parte, l'indicazione relativa alla propria origine, che lo stesso G. dà in un passo di una sua lettera all'imperatore Anastasio I, nel quale afferma: "sicut Romanus natus Romanum principem amo… et sicut Christianus…" (Thiel, XII, 1). L'espressione può infatti alludere tanto a una sua origine propriamente romana, quanto alla sua appartenenza allo "Stato" romano o alla sua cosciente adesione alle tradizioni e alla cultura dell'impero romano e cristiano. Quando fu eletto a succedere al papa Felice III (morto tra il 25 febbraio e il 1° marzo 492) faceva parte del clero romano, nel cui seno aveva percorso tutta la sua carriera sino a raggiungere i circoli direttivi del patriarchio lateranense quale segretario e confidente del papa, come suggeriscono i più antichi documenti del pontificato di Felice III.
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