Diritto Canonico - Dalle origini all'XI secolo

 

Il kit formativo Diritto canonico I - Dalle origini all'XI secolo è stato realizzato grazie al contributo di Lucia De Lorenzo, Junior Research Fellow presso Fscire, dove conduce una ricerca sulla figura dei vescovi-profeti nel contesto escatologico delle Omelie ad Ezechiele di Gregorio Magno e la conseguente ricezione in età medievale. Il kit, prima parte di un approfondimento diviso in due sezioni, risale alle origini del diritto canonico a partire dall'epoca romana fino al X secolo per mezzo di letture e ascolti sull'argomento.

Data Creazione:
Gio, 27/03/2025 - 08:31
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I testi normativi nelle prime comunità cristiane

Data: 07 Marzo 2025
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I primi testi normativi

Data: 07 Marzo 2025
Numero pagine: 17
Autore: Giuseppe Alberigo
Anno Pubblicazione: 2010
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Le prime raccolte conciliari

Entro il IV secolo in Oriente e in Occidente i concili divennero i principali veicoli per promulgare quelle norme che regolavano la vita del clero e l'organizzazione delle chiese. Con l'ascesa di Costantino al trono imperiale all'inizio del IV secolo, le chiese cristiane iniziarono a produrre canoni che venivano promulgati pubblicamente e che erano riconosciuti come autorevoli da gran parte delle comunità cristiane. Nel 325 Costantino decise di tenere un concilio in Oriente per risolvere le controversie dottrinali sollevate dall'eresia ariana, in particolare la questione della relazione tra Padre e Figlio nella Trinità. I venti canoni di questo concilio divennero molto rapidamente norme universali nella chiesa cristiana, e in generale, i primi concili stabilirono un modello di governo nella Chiesa che durò fino alla fine del IX secolo.

Inoltre, nel corso del IV secolo emersero nella Chiesa cristiana altre due fonti di norme autorevoli: gli scritti dei padri della chiesa e le lettere dei vescovi di Roma. Soprattutto in Oriente i «canoni dei Padri» presero posto tra i canoni sinodali nelle raccolte canoniche orientali. Fra essi si ricordano gli scritti di Atanasio († 373), Cirillo († 444), Basilio il Grande († 379), Gregorio († 394) . Nell'Occidente latino, un processo molto simile durante il IV e il V secolo fece sì che le lettere decretali papali (che spesso erano rescritti, cioè risposte a domande su alcuni quesiti, in particolare di disciplina ecclesiastica) ottenessero un’autorità pari a quello dei canoni conciliari.

 

Per approfondire ascolta L'imprevedibile ascesa del Cristianesimo nell'impero romano di  Alessandro Barbero su open.spotify.com...

 

 

Data: 19 Marzo 2025
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Il pontificato di papa Gelasio I

 

Durante il V secolo, in particolare sotto il pontificato di papa Gelasio I (492-496) le fonti delle norme canoniche in Occidente si diffusero in diverse lingue e codici. Fu compiuto un primo tentativo di compilare una raccolta di testi canonici. L’autore era Dionigi il Piccolo, il quale compilò tre raccolte di canoni conciliari che includevano 165 canoni di concili risalenti a Nicea e Costantinopoli I (381 d.C.) e organizzò i testi cronologicamente. Nell'ultima raccolta, commissionata da papa Ormisda (514-523), Dionigi collocò le versioni greca e latina dei testi nel libro in modo che i lettori potessero confrontarli. Compilò anche una raccolta di decretali papali che iniziò con la lettera decretale di papa Siricio e terminò con papa Anastasio II (496-498) in ordine cronologico. Infine combinò queste due opere in un Corpus canonum che gli studiosi hanno chiamato Collectio Dionysiana. Non era una raccolta ufficiale di norme canoniche (le collezioni private sarebbero rimaste gli unici veicoli per preservare e diffondere testi canonici fino al XIII secolo), ma circolò ampiamente. Altre raccolte canoniche furono poi realizzate in varie parti della cristianità occidentale, in particolare in Gallia e nella penisola iberica, dove fra VI e VII secolo si tennero numerosi concili, i cui canoni confluirono in tali raccolte. Fra queste, quella più importante fu la Collectio Hispana, compilata da un canonista anonimo (forse Isidoro di Siviglia). Circolò quasi esclusivamente all'interno della chiesa iberica e rimase importante fino al XII secolo, sopravvivendo in molte copie manoscritte. La Collectio Hispana influenzò le successive raccolte del periodo carolingio.

Per conoscere il contesto in cui operò papa Gelasio I si invita alla lettura del suo profilo biografico sul portale dell'Enciclopedia Treccani:

 

Figlio di un Valerio, stando a una non del tutto affidabile nota del Liber pontificalis della Chiesa romana, sarebbe stato "natione Afer". Egualmente equivoca è, d'altra parte, l'indicazione relativa alla propria origine, che lo stesso G. dà in un passo di una sua lettera all'imperatore Anastasio I, nel quale afferma: "sicut Romanus natus Romanum principem amo… et sicut Christianus…" (Thiel, XII, 1). L'espressione può infatti alludere tanto a una sua origine propriamente romana, quanto alla sua appartenenza allo "Stato" romano o alla sua cosciente adesione alle tradizioni e alla cultura dell'impero romano e cristiano. Quando fu eletto a succedere al papa Felice III (morto tra il 25 febbraio e il 1° marzo 492) faceva parte del clero romano, nel cui seno aveva percorso tutta la sua carriera sino a raggiungere i circoli direttivi del patriarchio lateranense quale segretario e confidente del papa, come suggeriscono i più antichi documenti del pontificato di Felice III.

 

Continua a leggere su treccani.it...

 

Per approfondire il tema della Collectio Dionysiana I, consulta il database di Monumenta Germaniae Historicae...

Per approfondire il tema della Collectio Hispana, consulta il database di Monumenta Germaniae Historicae...

 

 

 

 

 

Data: 07 Marzo 2025
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Leggi contraffatte

 

Nel IX secolo il regno carolingio e la chiesa versavano in condizioni di precarietà: le norme canoniche fin lì raccolte non erano più adeguate ad un contesto in cui le strutture di governo e le istituzioni legali carolingie si stavano sgretolando, sotto le pressioni scatenate altresì da penetrazioni territoriali di popolazioni scandinave, magiare, musulmane che premevano ai confini dell’Europa. Fu in questo periodo che, nella Francia nordoccidentale, dei chierici composero delle raccolte canoniche contenenti grandi quantità di materiali falsi: le falsificazioni pseudo-isidoriane, definite così in quanto la più importante raccolta di esse, era dotata di una prefazione attribuita a un certo "Isidorus Mercator". Si presumeva che lo scrittore fosse Sant'Isidoro di Siviglia († 636). Sebbene questa raccolta di decretali contenesse molte lettere papali contraffatte, in seguito furono universalmente accettate come autentiche nella tradizione canonica.

 

Ascolta la lezione Il fenomeno delle falsificazioni tenuta dal professor Emanuele Conte dell'Università degli Studi Roma Tre su open.spotify.com...

 

 

 

Data: 07 Marzo 2025
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La norma e la Riforma

 

L’attività canonistica riprese continuò nell’XI secolo con il Decretum di Burcardo, vescovo di Worms (tra il 1008 e il 1012), confluendo verso le raccolte che si sarebbero formate durante la cosiddetta «Riforma gregoriana». Durante questo periodo, si affermò l’esigenza di avere un corpo di leggi che fosse riconosciuto da tutta la cristianità, promulgato da un’autorità centrale, che venne gradualmente riconosciuta nella chiesa di Roma.

Furono molte le collezioni diffusesi durante questo periodo: a partire dal Decretum di Burcardo di Worm, alla Collezione in 74 titoli (ca. 1050-1075), alla Panormia del vescovo Ivo di Chartres (ca. 1091-1096). Le raccolte di questo periodo sono raccolte sistematiche, ordinate per argomento, e spesso furono utilizzate come testi autoritativi, in grado di rafforzare le posizioni dei riformatori, soprattutto riguardo al papato, sebbene l’obiettivo di molte di queste raccolte, che traevano origine da materiali anche molto antichi, sia ancora dibattuto. Queste raccolte, in ogni caso, prepararono la strada a una rivoluzione nelle fonti del diritto canonico che ebbe luogo nel XII e XIII secolo.

 

Per approfondire ascolta Gregorio VII e la lotta per le investiture di Alessandro Barbero su podcastaddict.com...

 

 

Data: 19 Marzo 2025