Politica

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Una finestra sull'Iran

Una finestra sull'Iran con Tiziana Ciavardini

 

Tiziana Ciavardini è un'antropologa culturale e giornalista Italiana esperta di Iran, dove ha vissuto per 13 anni e di cui ha intervistato le massime autorità. Abbiamo parlato con lei di alcune questioni aperte dopo l'elezione di Ebrahim Raisi a presidente del Paese e della condizione di mancanza di diritti e libertà degli iraniani, con particolare attenzione ai giovani.

 

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Data: 21 Luglio 2021

L’irrisolta crisi dei rohingya

L’irrisolta crisi della minoranza etnica dei rohingya
 

Permane irrisolta la crisi dei rohingya, la minoranza etnica musulmana del Myanmar costretta alla fuga dalle ripetute violenze dei militari governativi.
La questione è stata discussa recentemente a Dacca dal primo ministro del Bangladesh, Sheikh Hasina, che ha ricevuto il presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Volkan Bozkir. Il funzionario del Palazzo di Vetro ha espresso apprezzamento per la generosità con cui il Bangladesh ha accolto centinaia di migliaia di rifugiati, mentre Hasina ha manifestato preoccupazione per l’incertezza della situazione, «dovuta agli sviluppi in Myanmar». Il riferimento è al golpe militare dello scorso primo febbraio.
 

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Data: 23 Giugno 2021

Ebrahim Raisi sarà il presidente dell’Iran

L’ultraconservatore Ebrahim Raisi sarà il nuovo presidente dell’Iran
 

Le elezioni presidenziali in Iran sono state vinte da Ebrahim Raisi, attualmente capo del sistema giudiziario dell’Iran ed espressione degli ultraconservatori. Il ministero dell’Interno ha detto che Ebrahim Raisi ha ottenuto 17,9 milioni di preferenze, il 62% del totale, mentre Mohsen Rezaie ha ottenuto 3,4 milioni di voti, Abdolnasser Hemmati 2,4 milioni e Amir-Hossein Ghazizadeh Hashemi 1 milione. L’affluenza è stata del 48,8%, con 28,9 milioni di voti su circa 59 milioni di elettori, la più bassa in un’elezione presidenziale dalla rivoluzione islamica del 1979: alle elezioni parlamentari del 2020 era stata del 42%. Ci sono stati inoltre 3,7 milioni di voti giudicati non validi.
 

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Data: 23 Giugno 2021

Ra’am, un partito arabo nel governo israeliano

Ra’am, un partito arabo nel governo israeliano

 

C’è una novità importante nel primo esecutivo di Israele senza Benjamin Netanyahu, esautorato dopo dodici anni ininterrotti di governo. Quella formata da Yair Lapid – incaricato di formare il nuovo governo ‒ è certamente una compagine complessa e, per certi versi, inorganica, di cui fanno parte partiti di destra come Yisrael Beiteinu e Yamina (il cui leader Naftali Bennett sarà premier), i centristi di Yesh Atid, Kahol Lavan, New Hope e partiti del centrosinistra come il Labour e Meretz. Ma la vera novità sta nella presenza, tra le forze politiche che sostengono l’esecutivo, del partito arabo Ra’am.
Si tratta di uno dei movimenti che rappresentano i cittadini arabi di Israele, detti anche arabi israeliani o arabi del ’48 (in riferimento al fatto che dopo la nascita dello Stato ebraico nel 1948 sono rimasti entro i suoi confini e non sono finiti a vivere come rifugiati in Cisgiordania e nei Paesi arabi limitrofi).

 

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Data: 23 Giugno 2021

Diventa Venerabile Robert Schuman

Diventa Venerabile Robert Schuman, padre dell’unità europea
 

Una materia prima, una lega ferrosa e l’intuizione politica di un politico la cui anima non coincide con la sagoma delle sue tasche. Con la combinazione di questi elementi si può costruire perfino l’unità di un continente ed è così che il politico con l’anima grande, Robert Schuman, getta le fondamenta dell’Europa unita: usando la materia prima del carbone e una lega ferrosa come l’acciaio. Sono le 16.00 del 9 maggio del ‘50 quando l’allora ministro degli Esteri francese lancia l’idea che ribalterà in pochi mesi lo status quo: mettere la produzione franco-tedesca del carbone e dell’acciaio sotto una autorità sovranazionale aperta all’adesione di altri Stati. Lo scopo? Togliere dalle spalle dell’Europa postbellica il peso di una guerra economica inutile e sostituirla con il principio, molto più utile, che se le risorse si condividono tutti crescono e stanno meglio.
 

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Data: 23 Giugno 2021

La frattura di al-Fatah e le elezioni in Palestina

 

La frattura di al-Fatah e il nodo delle elezioni in Palestina

 
I palestinesi si preparano a tornare finalmente alle urne dopo quasi 15 anni, ma ad un mese dalle elezioni del Consiglio legislativo del 22 maggio la situazione in Cisgiordania è già molto tesa. Mahmoud Abbas, attuale presidente dell’Autorità nazionale palestinese (ANP) in carica dal 2005, deve fare i conti con le fratture all’interno del suo partito, al-Fatah, e con il rischio che Hamas diventi la seconda formazione più importante all’interno del Consiglio. Con conseguenze non del tutto prevedibili sul piano internazionale.
 
 
Data: 20 Aprile 2021

I cattolici e la politica nell’Italia del Novecento

I cattolici e la politica nell’Italia del secondo Novecento
giovedì 08 aprile 2021 - Alberto Melloni - Professore di Storia del cristianesimo - Università di Modena e Reggio Emilia

 

L’incontro in memoria di Luciano Guerzoni – organizzato dalla Fondazione Collegio San Carlo, dalla Fondazione Ermanno Gorrieri per gli studi sociali e dalla Fondazione Pietro Lombardini per gli studi ebraico-cristiani – si sofferma su alcuni aspetti del ruolo svolto dai cattolici nella storia politica italiana del Novecento, a partire dal secondo dopoguerra. All’interno di tale cornice temporale, particolare attenzione è riservata a due momenti: da un lato, il dibattito che si sviluppò all’indomani del secondo conflitto mondiale riguardo alla formazione di un partito unico per la rappresentanza politica dei cattolici; dall’altro lato, l’influenza esercitata dal Concilio Vaticano II nella ridefinizione dei rapporti tra cattolicesimo e modernità e nella nascita del “cattolicesimo sociale”.

 

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Data: 31 Marzo 2021