Fondamentalismo

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Al-Azhar ai Talebani

Al-Azhar ai Talebani: i vostri provvedimenti sulle studentesse sono contrari all’Islam

 

Il Grande Imam della moschea-università del Cairo ha dichiarato che la decisione dell’emirato afghano di impedire l’istruzione universitaria alle ragazze non ha un fondamento islamico

 

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Data: 03 Gennaio 2023

Filippine, la scomparsa di Abu Sayyaf?

Filippine, la scomparsa di Abu Sayyaf?

 

Il mito del Brando di Dio, che da 30 anni alimentava le suggestioni della guerriglia di matrice ideologica islamista, sembra crollare. Il gruppo Abu Sayyaf, “Spada dell’Altissimo” appunto, fin dagli inizi degli anni Novanta ha tenuto sotto scacco l’esercito delle Filippine, soprattutto con rapimenti a scopo di riscatto, attentati dinamitardi, omicidi ed estorsioni. Attivo principalmente nelle province di Basilan, Sulu e Tawi-Tawi, nel Sud dell’arcipelago, Abu Sayyaf, staccatosi all’inizio degli anni Novanta dallo storico Fronte di liberazione nazionale Moro, si è caratterizzato come il più violento dei gruppi separatisti, rivendicando uno Stato islamico indipendente sulla vasta isola di Mindanao e nelle Sulu, laddove vive una consistente minoranza di popolazione islamica, 6 milioni di anime concentrate quasi del tutto nella Regione autonoma di Mindanao musulmana.

 

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Data: 07 Dicembre 2022

La spirale di violenza di al-Shabaab

La spirale di violenza di al-Shabaab

 

Al-Shabaab come gruppo autonomo nasce nel 2006, inizialmente come braccio militante della Islamic Courts Union (ICU), per poi puntare a rovesciare da solo il Parlamento federale, compiendo violenti attacchi suicidi e altri atti di brutalità contro i nemici dell’Islam, cristiani ma anche sufi. Affiliato ad al-Qaida, al-Shabaab si è contraddistinto anche di recente per un gravissimo attentato a Mogadiscio, il peggiore dall’elezione del nuovo presidente somalo, Hassan Sheikh Mohamud, che ha causato la morte di 100 persone e il ferimento di numerose altre. Eppure oggi in Somalia, l’ex colonia italiana ormai soggetta a balcanizzazione, le milizie di al-Shabaab sono state quasi del tutto estromesse, perdendo il controllo di Mogadiscio, ma anche quello della città portuale di Kismayo fondamentale per il commercio del carbone, e causandone un ridimensionamento dal punto di vista delle finanze.

 

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Data: 16 Novembre 2022

Il ritiro dalla politica di Muqtada al-Sadr

Iraq: Muqtada al-Sadr annuncia il ritiro dalla politica

 

La decisione del leader sciita, vincitore delle elezioni di ottobre 2021, è conseguenza dell’impasse post elettorale e della crisi tra le istituzioni, sotto l’influenza delle varie potenze internazionali.
L’Iraq sprofonda in una crisi politica e sociale di difficile soluzione all’indomani della decisione del leader sciita Muqtada al-Sadr, che ha annunciato il ritiro dalla vita politica e la chiusura degli uffici della sua organizzazione
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Data: 07 Settembre 2022

L’Afghanistan a un anno dal ritiro

L’Afghanistan a un anno dal ritiro

 

A un anno dal ritiro delle forze occidentali da Kabul e dal ritorno al potere dei Talebani è possibile tracciare un bilancio delle conseguenze di quegli avvenimenti. Appare evidente che in Afghanistan non sono state rispettate le promesse inclusive dei Talebani che stanno invece imponendo nel Paese in modo sistematico un’interpretazione estremamente rigida della sharia; sembra assente ogni forma di dialettica democratica e soprattutto i diritti delle donne vengono regolarmente calpestati. Molto difficile per le afghane essere autorizzate a lavorare fuori casa, in pubblico è obbligatorio coprire il volto e per i viaggi più lunghi anche all’interno del Paese è necessario un accompagnatore maschio.
Escluse dalla politica e dall’istruzione superiore, le donne si trovano davanti ostacoli enormi nel far sentire la loro voce e rivendicare diritti. Con il trascorrere dei mesi, la pressione fondamentalista è sembrata accentuarsi

 

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Data: 24 Agosto 2022

La propaganda jihadista in Benin

In Benin la crisi climatica aiuta la propaganda jihadista

 

Oltre che nel Sahel, in Africa i jihadisti si stanno radicando anche nei paesi della costa occidentale. In Benin la situazione è particolarmente difficile: alla presenza dei miliziani a nord si aggiunge la crisi climatica che sta causando la scomparsa di terre fertili e risorse idriche, con violenti scontri tra allevatori e agricoltori. In questo contesto la propaganda estremista prende sempre più piede, mentre tra la popolazione si diffonde anche la cultura del sospetto.

 

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Data: 03 Agosto 2022

Inferno Afghanistan. Voci da un Paese martire

 

Inferno Afghanistan. Voci da un Paese martire
Mercoledì 15 dicembre, ore 21.00 - Basilica di Sant’Ambrogio - Milano

 

Una serata in ascolto delle voci dell’Afghanistan martoriato, per non dimenticare un popolo vittima della violenza e di una gravissima crisi umanitaria.
Al centro dell’evento ci sarà la testimonianza di suor Shahnaz Bhatti, une delle pochissime religiose cristiane presenti nel Paese, che si prendeva cura di bambini disabili mentali nell’unica scuola di questo tipo in tutto l’Afghanistan. Accanto a lei interverranno Mirwais Azimi, docente universitario di Herat, fuggito con la moglie e ospite della Casa della Carità, e Najma Yawari, studentessa, arrivata in Italia da Lesbo con i corridoi umanitari della Comunità di Sant’Egidio.

 

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La riapertura delle aule per le studentesse sopra i 14 anni è durata meno di una settimana, tranne che in alcune province del Nord. «E il prossimo anno il regime ci fornirà libri di testo riscritti»
 

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Le storie di Bibi e Fatima affidate a Save The Children. Il direttore umanitario Onu: "Collasso esponenziale dell'economia"

 

 

Data: 15 Dicembre 2021

La via mediana della moderazione

Contro gli estremismi, la via mediana della moderazione

 

A vent’anni dall’11 settembre una conversazione con il professore afghano Mohammad Hasim Kamali, influente studioso di diritto islamico
Nato in Afghanistan, Mohammad Hashim Kamali si è laureato all’Università di Kabul e ha poi proseguito gli studi all’Università di Londra, ottenendo un dottorato in Diritto islamico e mediorientale. Dopo aver insegnato in Canada, si è trasferito in Malesia, dove è stato Professore di Diritto islamico all’Università islamica internazionale di Kuala Lumpur e dove ha fondato l’Istituto Internazionale di Studi Islamici Avanzati, che tutt’ora dirige. Rinomato studioso di diritto comparato e autore prolifico, da alcuni anni Kamali è regolarmente incluso nella lista dei 500 musulmani più influenti del mondo, stilata dal Centro Reale di Studi Strategici Islamici di Amman. Gli abbiamo chiesto la sua opinione sugli anniversari dell’11 Settembre, il ritorno del governo talebano a Kabul e il dialogo interreligioso.

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Data: 15 Settembre 2021