Diritto canonico II - Dal XII al XVI secolo
Il kit formativo Diritto canonico II - Dal XII al XVI secolo è stato realizzato grazie al contributo di Lucia De Lorenzo, Junior Research Fellow presso Fscire, dove conduce una ricerca sulla figura dei vescovi-profeti nel contesto escatologico delle Omelie ad Ezechiele di Gregorio Magno e la conseguente ricezione in età medievale. Il kit, seconda parte di un approfondimento diviso in due sezioni, affronta i temi legati al diritto canonico a partire dal XII secolo fino al XVI per mezzo di letture, video e ascolti sull'argomento.
Il XII e il XIII secolo: Graziano e Bologna
Dopo Graziano: i decretisti
I discepoli e successori di Graziano a Bologna e altrove continuarono il suo lavoro scrivendo summae e glosse sul Decretum (da cui la loro denominazione: i decretisti), che si evolsero in dei repertori standard per l'insegnamento del diritto canonico. Non solo, ma sperimentarono, modificando e riorganizzando il testo di Graziano.
Si distinguevano due tipologie di commentari al Decretum: le summae e gli apparati. Gli apparati erano spesso scritti nei margini dei manoscritti dei libri di diritto, mentre le summae erano più frequentemente scritte separatamente dal libro su cui commentavano.
Fra i canonisti che commentarono il Decretum, nel XII secolo si distinse Uguccione (ca. 1190), che insegnò a Bologna e in seguito divenne vescovo di Ferrara. Il suo commento su Graziano era dettagliato, lucido e completo, e fu uno dei più influenti canonisti dopo Graziano. I giuristi successivi citarono le sue idee, incorporarono le sue opinioni nelle loro opere e reagirono alle sue posizioni. Dopo Uguccione i commenti al Decretum cessarono quasi del tutto.
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Con questo nome, allusivo al decretum di Graziano (che fino all'istituzione di apposite cattedre per le decretali extravagantes formò la base dell'unico insegnamento canonistico ordinario) venivano comunemente designati gli studenti e i dottori di diritto canonico, in contrapposto ai legistae o civilistae delle università medievali. Però, con senso più ristretto, nella storia della letteratura del diritto canonico il termine vale a indicare quel gruppo di canonisti che, dalla metà del sec. XII fino alla pubblicazione del Liber extra di Gregorio IX (1234), o forse meglio fino alla definitiva redazione dell'apparato al Decretum (cioè fino a Giovanni Teutonico e a Bartolomeo da Brescia) attesero al commento dell'opera di Graziano e alla sua integrazione con le posteriori fonti del diritto canonico. I decretisti dànno anzi il nome a questo periodo della giurisprudenza canonica, come al successivo i decretalisti.
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Studenti di diritto - Bologna, Museo Civico Medievale Frammenti dell'arca di Giovanni da Legnano (m. 1383).
Autore: Pier Paolo dalle Masegne
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I decretalisti
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BERNARDO da Pavia (Bernardo Circa, Bernardo Balbi, Bernardus Balbus, Bernardus Papiensis) Nacque a Pavia, secondo quanto afferma egli stesso nei versi posti a chiusura della Summa decretalium (ediz. a cura di A. T. Laspeyres, p. 283), ma si ignora in quale anno, né si hanno notizie della sua famiglia. è stato spesso ricordato con il nome di "Bernardo Circa" e "Bernardo Balbi". Il primo nome, contenuto nella frase "B. circa papiensis praepositus, nunc faventinus episcupus", si legge in un manoscritto della Novella di Giovanni d'Andrea. Ma già il Sarti (I, p. 179) dubitava dell'esattezza di questo cognome perché non lo aveva trovato menzionato in nessun'altra opera di Giovanni d'Andrea, e tra queste, soprattutto nelle Additiones allo Speculum iudiciale di Guglielmo Durante.
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Breviarium Bernardo Papiense
Pal. lat 652
Biblioteca Apostolica Vaticana
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Il Liber Extra
L'ultima figura importante nel periodo precedente al 1234 fu il domenicano catalano Raimondo di Pennafort. Studiò a Bologna e poi insegnò legge tra il 1218 e il 1221. Dopo il suo ritorno a Barcellona, entrò nell'ordine domenicano nel 1222. Papa Gregorio IX lo convocò a Roma nel 1230 e gli chiese di compilare una nuova codificazione che avrebbe sostituito tutte le precedenti raccolte di decretali con un volume. Non sappiamo se lavorò da solo o con altri giuristi della curia. Nella sua bolla, Rex pacificus, con cui Gregorio promulgò la nuova raccolta nel 1234, definì l'opera di Raimondo una Compilatio, ma i canonisti adottarono rapidamente il nome Decretales Gregorii noni. Insieme al Decretum di Graziano, divenne la più importante raccolta di decretali papali nelle scuole e nelle corti d'Europa. Era anche conosciuta come Liber extra (Il libro fuori dal Decretum di Graziano). Il sito dell'Istituo Treccani riporta una biografia di Gregorio IX in cui si illustra la sua rilevanza nella storia del diritto canonico:
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Gregorio IX occupa una posizione di primo piano nella storia della Chiesa e del diritto occidentale. Sulla linea degli immediati predecessori rafforzò, con una rigida dottrina teocratica, il primato pontificio nello scacchiere politico dell’Europa duecentesca. Attento osservatore dei coevi movimenti religiosi, protesse la nascita degli ordini mendicanti volgendoli contro le sette ereticali. Con l’emanazione del Liber extra (che seguiva a distanza di un secolo quella del Decretum di Graziano), egli inaugurò la serie dei pontefici promotori delle raccolte ufficiali di decretali che, nel loro insieme, formeranno il Corpus iuris canonici, vigente fino al 1918. Così costituito, il diritto canonico dette vita, in simbiosi con il diritto romano giustinianeo, a quel ius commune (utrumque ius) sul quale si è eretta la civiltà giuridica europea.
Puoi consultare il Liber extra di Raimondo di Pennafort su hs-augusburg.de... |
Decretales Gregorii Papae IX promulgate nel 1234 e incluse nel
Corpus iuris canonici pubblicato nel 1582
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Bonifacio VIII e il Liber Sextus
Le Constitutiones Clementinae
Le ultime raccolte decretali
Nella tradizione culturale e nell’ordinamento universitario del nostro Paese, dall’Unità fino a oggi, diritto canonico e diritto ecclesiastico sono due discipline abbinate e difficilmente separabili. In realtà, la loro unione e articolazione sono l’effetto di una duplice opzione politico-legislativa dello Stato liberale: la soppressione delle facoltà statali di teologia (1873), dove il diritto canonico continuava a essere insegnato, e l’istituzione di cattedre di diritto ecclesiastico nelle facoltà giuridiche (dal 1884). A queste ultime cattedre, in analogia parziale con la Germania, il Belgio e la Francia – dove però si usavano le titolazioni più adatte di Staatskirchenrecht, police des cultes, droit civil ecclésiastique –, fu affidato il compito di studiare il complesso delle norme giuridiche relative alle chiese emanate sia dall’autorità ecclesiastica che da quella secolare.Questa mescolanza di norme e di princìpi del diritto della Chiesa e del diritto dello Stato, dovuta alla necessità della legislazione e della dottrina civile di creare un ponte ideologicamente neutro tra due ordinamenti autonomi, ha dato luogo a un corrispondente intreccio di metodi e di contenuti nonché di scuole e di studiosi, che ha trovato la sua piena realizzazione dopo il Concordato Lateranense e l’inizio del suo declino dopo il Vaticano II.
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