L'ultima figura importante nel periodo precedente al 1234 fu il domenicano catalano Raimondo di Pennafort. Studiò a Bologna e poi insegnò legge tra il 1218 e il 1221. Dopo il suo ritorno a Barcellona, ​​entrò nell'ordine domenicano nel 1222. Papa Gregorio IX lo convocò a Roma nel 1230 e gli chiese di compilare una nuova codificazione che avrebbe sostituito tutte le precedenti raccolte di decretali con un volume. Non sappiamo se lavorò da solo o con altri giuristi della curia. Nella sua bolla, Rex pacificus, con cui Gregorio promulgò la nuova raccolta nel 1234, definì l'opera di Raimondo una Compilatio, ma i canonisti adottarono rapidamente il nome Decretales Gregorii noni. Insieme al Decretum di Graziano, divenne la più importante raccolta di decretali papali nelle scuole e nelle corti d'Europa. Era anche conosciuta come Liber extra (Il libro fuori dal Decretum di Graziano). Il sito dell'Istituo Treccani riporta una biografia di Gregorio IX in cui si illustra la sua rilevanza nella storia del diritto canonico:

 

Gregorio IX occupa una posizione di primo piano nella storia della Chiesa e del diritto occidentale. Sulla linea degli immediati predecessori rafforzò, con una rigida dottrina teocratica, il primato pontificio nello scacchiere politico dell’Europa duecentesca. Attento osservatore dei coevi movimenti religiosi, protesse la nascita degli ordini mendicanti volgendoli contro le sette ereticali. Con l’emanazione del Liber extra (che seguiva a distanza di un secolo quella del Decretum di Graziano), egli inaugurò la serie dei pontefici promotori delle raccolte ufficiali di decretali che, nel loro insieme, formeranno il Corpus iuris canonici, vigente fino al 1918. Così costituito, il diritto canonico dette vita, in simbiosi con il diritto romano giustinianeo, a quel ius commune (utrumque ius) sul quale si è eretta la civiltà giuridica europea.

 

Puoi consultare il Liber extra di Raimondo di Pennafort su hs-augusburg.de...


Decretales Gregorii Papae IX 
promulgate nel 1234 e incluse nel
Corpus iuris canonici pubblicato nel 1582