Pittura

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Giotto e San Francesco

Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento
14 marzo - 14 giugno 2026 | Galleria Nazionale dell’Umbria

 

L’Umbria celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi con un grande evento espositivo, in programma dal 14 marzo al 14 giugno 2026 alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia.
La mostra, dal titolo Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento, curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, racconterà una felice congiuntura nella storia della cultura che ha avuto per teatro l’Umbria tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento.
La rassegna si soffermerà  sul momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna; nell’ultima parte del XIII secolo, infatti, si assiste al passaggio da un linguaggio forbito e stilizzato, in debito con la tradizione bizantina, della cosiddetta “maniera greca”, alla rivoluzione figurativa promossa dal maestro fiorentino, capace di imbrigliare e restituire la realtà e i suoi affetti con una coerenza e una credibilità fino ad allora del tutto inedite.

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Data: 22 Aprile 2026

La bellezza del Dao

La bellezza del Dao. La rivelazione del Vero nella pittura cinese di paesaggio
Maurizio Paolillo, Professore di Lingue e Letterature della Cina e dell’Asia sud-orientale -Università di Napoli “L’Orientale”
venerdì 28 Febbraio 2025 - ore 17.30 | Fondazione Collegio San Carlo | Centro Studi Religiosi

 

La pittura di paesaggio cominciò a diffondersi nella stessa epoca e nella stessa area geografica che aveva visto il fiorire della tradizione del Taoismo Shangqing, in cui la corrispondenza analogica tra paesaggio interiore ed esteriore era fondamentale. Nello stesso periodo, anche il Buddhismo meridionale sottolineava il ruolo del paesaggio. La scuola della Terra Pura (Jingtu), fondata da Huiyuan (334-417), diede massima importanza alle pratiche meditative: l’iconografia costituiva al riguardo un indispensabile supporto, e oltre alle immagini sacre, anche il paesaggio fu considerato espressione della verità ultima, di quel Corpo della Legge (dharmakāya, cin. fashen) che non è rappresentabile con i mezzi tecnici di un’arte meramente umana.

 

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Data: 26 Febbraio 2025