Martin Luther King era un pastore battista Americano e attivista che divenne il leader e il portavoce più noto del movimento dei diritti civili dal 1954 fino alla sua morte avvenuta nel 1968. Nato ad Atlanta, King è principalmente conosciuto per aver fatto avanzare il movimento per i diritti civili dei neri d’America attraverso tecniche nonviolente e di disubbidienza civile ispirate sia dal suo credo religioso cristiano, sia dall’attivismo nonviolento di Mahatma Gandhi.
Tra le lotte più note c’è sicuramente il boicottaggio degli autobus a Montgomery nel 1955, dopo che la signora Rosa Parks, membro attivo della Naacp (National Association fior Advancement of Colored People) la principale associazione per i diritti delle persone afroamericane, si rifiutò di lasciare il posto a sedere nella zona che era riservata ai bianchi. Quello fu l’inizio di una trasformazione culturale che portò i neri d’America ad ottenere molti dei diritti fino a quel momento negati. Ma Martin Luther non era un eroe solitario: nato in una famiglia di pastori battisti, era cresciuto nel Sud segregazionista, ma anche nel contesto delle black churches, le chiese evangeliche frequentate degli afro americani, esclusi dalle chiese dei bianchi.  Martin Luther King, con una solida istruzione e una retorica notevole, entrò a tutti gli effetti nel movimento per i diritti civili e donò ad esso tutta la sua vita, concependo la propria vocazione di credente e di pastore nei termini di amore e di servizio per il prossimo. Come affermò una delle sue principali collaboratrici, co-fondatrice della Southern Christian Leadership Conference, Ella Baker, “Penso che il movimento abbia creato Martin Luther King, piuttosto che Martin abbia creato il movimento. E non è un discredito per lui”. Con il suo carisma King riuscì a coinvolgere non solo i membri della sua e di altre chiese, ma anche altre forze sociali quali ad esempio i sindacati. Il 14 ottobre 1964, proprio per il suo impegno per combattere la disuguaglianza razziale attraverso la resistenza nonviolenta, King ottenne il premio Nobel per la pace.
Il suo assassinio avvenne ad un mese dalla “marcia dei poveri”, una marcia che Martin Luther King e il movimento stavano organizzando per chiedere giustizia economica e salariale. Nel momento in cui la figura del pastore battista non corrispondeva più all’irenica immagine dell’integrazione nel sogno americano della popolazione nera, ma svelava come il militarismo e il capitalismo prosperavano proprio sull’oppressione e lo sfruttamento dei poveri, Martin Luther King divenne personaggio scomodo e non più icona dell’America migliore.
 
 

 

Per approfondire

Lerone Bennett, Martin Luther King, L’uomo di Atlanta, Claudiana, Torino, 1998
Gabriella Lavina, Serpente e colomba, la ricerca religiosa di Martin Luther King, La città del sole, 1994
Paolo Naso, Martin Luther King, una storia americana, editori Laterza, 2021
Id., L’altro Martin Luther King, Claudiana, Torino, 1993
Id., a cura di,  Il sogno e la storia: Il pensiero e l’attualità di Martin Luther King, Claudiana, Torino, 2007
 
Testi di Martin Luther King, tradotti in italiano
“Perchè non possiamo aspettare”, Prato, Piano B, 2016
La forza di amare, Torino, SEI, 1963
Un dono d’amore, Sermoni da “La forza di amare” e altri discorsi, Milano, Terra Santa, 2018
Lettera dal carcere di Birmingham, Roma, Castelvecchi, 2013
La misura dell’uomo, Roma, Castelvecchi, 2013
Il fronte della coscienza, Torino, SEI, 1968
Dove stiamo andando? Il caos o la comunità?, Torino, SEI, 1970