Dopo aver osservato il dialogo tra esegesi sciita e metafisica akbariana, possiamo ora volgere l’attenzione a una delle figure che più profondamente hanno rinnovato il pensiero filosofico e spirituale dell’Iran safavide: Mullā Ṣadrā. La sua sintesi tra filosofia peripatetica, illuminazionismo e gnosi imamita rappresenta uno dei vertici della speculazione islamica, capace di integrare ragione, intuizione e rivelazione in un’unica visione organica.
Il suo contributo non si limita alla dimensione teorica: la dottrina del “primato dell’esistenza”, la concezione del viaggio spirituale e la centralità dell’essere come realtà dinamica hanno influenzato tanto la filosofia quanto la mistica sciita, offrendo un linguaggio nuovo per esprimere l’esperienza interiore e il cammino verso la conoscenza divina. Comprendere la sua opera significa entrare in contatto con una delle più alte espressioni dell’ʿirfān filosofico.
Per approfondire la portata di questa figura e il significato della sua eredità, proponiamo ora un contributo dedicato alla vita e al pensiero di Mullā Ṣadrā, attraverso la lettura di Seyyed Hossein Nasr.
 
La visione cristiana medioevale dell’Islam non solo ha influenzato l’attitudine degli ultimi secoli verso l’Islam e la civiltà islamica in Europa, ma inoltre, attraverso la diffusione della cultura europea post-Rinascimentale, ha pure modellato la visione delle altre civiltà verso l’Islam ed anche dei musulmani verso sé stessi.
Questa influenza vale anche per i vari aspetti della civiltà islamica e per l’Islam come religione. Come risultato, ciò che è stato studiato nel mondo occidentale fino ad oggi sono stati principalmente quegli aspetti delle arti e scienze islamiche che contribuirono alla formazione della cultura dell’Alto Medio Evo nel mondo latino. Fino a poco tempo fa il resto è rimasto quasi trascurato (a). In nessuno luogo questo punto di vista è più evidente che nello studio delle dottrine filosofiche e metafisiche.

 

Continua a leggere su islamshia.org...