Dopo aver incontrato la figura di Mullā Ṣadrā e la sua sintesi filosofico‑mistica, possiamo ora soffermarci su uno dei suoi eredi spirituali più significativi: Mullā Fayḍ al‑Kāshānī. Pensatore, tradizionalista e mistico, Fayḍ rappresenta un punto di snodo fondamentale per comprendere come la filosofia sadriana sia stata recepita, trasformata e resa accessibile a un pubblico più ampio all’interno dello sciismo safavide.
Al centro della sua riflessione si trovano due temi cardine della metafisica islamica: l’Assoluto come realtà ultima e trascendente, e l’Uomo Perfetto come manifestazione piena delle possibilità dell’essere umano. In Fayḍ, questi concetti non rimangono astrazioni speculative, ma diventano strumenti per comprendere il ruolo dell’Imam, la struttura dell’esistenza e il cammino spirituale dell’individuo. La sua opera mostra come la gnosi sciita abbia saputo integrare la profondità metafisica con un forte radicamento etico e devozionale.
Per entrare più a fondo in questa visione, proponiamo ora un contributo dedicato proprio al pensiero di Mullā Fayḍ al‑Kāshānī e alla sua elaborazione dei concetti di Assoluto e Uomo Perfetto.
Molto è stato scritto riguardo la base culturale e il sapere di Fayd al-Kashani. Quindi, questa introduzione sarà breve. Fayd è nato in una famiglia in cui tutti i membri furono considerati essere studiosi in ambito religioso. Il suo nome proprio era Muhammad ed il suo soprannome Muhsin. Successivamente gli fu conferito il titolo di Fayd dal famoso teosofo sciita, Mulla Sadra. Suo padre, che fu uno dei rinomati giuristi del suo tempo, si chiamava Mulla Murtada, conosciuto anche come Shah Murtada. Suo padre era il genero di Diya’ al-Urafa al-Razi, che fu un uomo di gusto e di conoscenza gnostica e raggiunse stazioni spirituali sublimi.Nella sua biografia, che scrisse lui stesso, Fayd non riferisce nulla riguardo la sua data di nascita e dice solo che studiò le scienze letterarie, l’arabo, la logica e le scienze religiose quando fu uno studente di suo padre e di suo zio nei primi venti anni della sua vita. Poiché suo padre (Shah Murtada) morì nell’anno 1009 dell’Egira a Kashan (Iran), Fayd deve aver appreso solo i preliminari, ovvero, letteratura ed arabo, presso di lui e acquisì gran parte del suo sapere da suo zio, il figlio di Diya’ al-Urafa al-Razi.
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