Il portale treccani.it permette di introdurre l'approfondimento sull'hindutva («hinduità») grazie a un rilevante articolo  di Mario Prayer  dal titolo «India. Revisionismo storico e fondamentalismo religioso» pubblicato nella sezione dedicato al Dizionario di Storia, con cui si apre il nostro kit formativo.

 

L’emergere di una storiografia revisionista in India rappresenta un fenomeno che, travalicando i confini della riflessione scientifica sul passato, si pone in stretta relazione con l’evoluzione del sistema politico e della coscienza pubblica del Paese negli ultimi 25 anni. Tale corrente storiografica si fonda sull’assioma dell’ininterrotta continuità della «tradizione vedico-indù», la quale, legata inscindibilmente e «da tempo immemore» al territorio indiano, costituirebbe l’elemento fondante dell’identità storica dell’India, fonte primigenia di ispirazione di ogni espressione culturale e politica delle sue genti. Ogni apporto giunto dall’esterno nel corso dei secoli viene considerato alla stregua di una diminuzione del suo spazio vitale. Questa tesi si è accompagnata a un progetto politico incardinato sull’ideologia dell’hindutva («induità»), secondo cui lo Stato-nazione in India dovrebbe riflettere la natura essenzialmente indù del suo passato (hindu rashtra) e di conseguenza soltanto coloro per i quali l’India è terra dei padri (pitri bhumi) e di sacra virtù (punya bhumi) vi avrebbero diritto di cittadinanza.

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