I discepoli e successori di Graziano a Bologna e altrove continuarono il suo lavoro scrivendo summae e glosse sul Decretum (da cui la loro denominazione: i decretisti), che si evolsero in dei repertori standard per l'insegnamento del diritto canonico. Non solo, ma sperimentarono, modificando e riorganizzando il testo di Graziano.
Si distinguevano due tipologie di commentari al Decretum: le summae e gli apparati. Gli apparati erano spesso scritti nei margini dei manoscritti dei libri di diritto, mentre le summae erano più frequentemente scritte separatamente dal libro su cui commentavano.
Fra i canonisti che commentarono il Decretum, nel XII secolo si distinse Uguccione (ca. 1190), che insegnò a Bologna e in seguito divenne vescovo di Ferrara. Il suo commento su Graziano era dettagliato, lucido e completo, e fu uno dei più influenti canonisti dopo Graziano. I giuristi successivi citarono le sue idee, incorporarono le sue opinioni nelle loro opere e reagirono alle sue posizioni. Dopo Uguccione i commenti al Decretum cessarono quasi del tutto.
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Con questo nome, allusivo al decretum di Graziano (che fino all'istituzione di apposite cattedre per le decretali extravagantes formò la base dell'unico insegnamento canonistico ordinario) venivano comunemente designati gli studenti e i dottori di diritto canonico, in contrapposto ai legistae o civilistae delle università medievali. Però, con senso più ristretto, nella storia della letteratura del diritto canonico il termine vale a indicare quel gruppo di canonisti che, dalla metà del sec. XII fino alla pubblicazione del Liber extra di Gregorio IX (1234), o forse meglio fino alla definitiva redazione dell'apparato al Decretum (cioè fino a Giovanni Teutonico e a Bartolomeo da Brescia) attesero al commento dell'opera di Graziano e alla sua integrazione con le posteriori fonti del diritto canonico. I decretisti dànno anzi il nome a questo periodo della giurisprudenza canonica, come al successivo i decretalisti.
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Studenti di diritto - Bologna, Museo Civico Medievale Frammenti dell'arca di Giovanni da Legnano (m. 1383).
Autore: Pier Paolo dalle Masegne
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